domenica 25 ottobre 2015

"Missione sessuale"



Elementi di disturbo
Tra le commedie polacche, quella che la maggior parte dei polacchi definiscono più divertente è il film "Seksmisja", ovvero "Missione Sessuale". Se non l'avete ancora visto e non volete che vi riveli la trama, non leggete oltre.

La "missione sessuale" è divertentissima - per i polacchi. E' ambientata in un mondo post-apocalittico in cui la superficie della terra è diventata inabitabile (cominciamo bene) e i sopravvissuti, anzi, le sopravvissute vivono sotto terra. Sì, perché in questo mondo non vi sono più uomini e la riproduzione avviene in modo controllato ed artificiale. Nascono solo donne, perché essendo le guerre e tutto quello che c'è di male frutto dell'opera di uomini, è questo il modo migliore per garantire una società stabile. Le donne hanno riscritto la storia, infatti ad esempio sono convinte che tutti i grandi scienziati della storia fossero donne e che "prima" gli uomini torturassero sistematicamente le donne.

Ma a turbare questo ordine è il ritrovamento di due uomini ibernati, che vengono risvegliati a scopo scientifico. Questi all'inizio credono di essersi svegliati nel paradiso, ma in realtà il nuovo mondo si rivela ben presto un inferno. Le donne infatti decidono che non possono permettersi rischi e dopo un processo farsa decidono di procedere alla castrazione dei due uomini superstiti.

Una delle donne venuta a contatto degli uomini decide però di indagare e dopo aver interrogato loro ed una delle donne anziane decide di liberarli e quindi tutti assieme fuggono in superficie, in tenute anti-radiazione, seguite a ruota dall'unica guardiana che è riuscita a trovare un'altra tenuta.

In superficie, si accorgono tutti e quattro che in realtà la terra è tornata ad essere abitabile e di questo sono state tenute all'oscuro dalla loro capa, che vive nel lusso in una bellissima casa. Quando rientra, la aggrediscono, ma scoprono che in realtà la capa ... è un capo. E' un uomo in realtà a comandare questo mondo di donne e gli fa comodo uno status quo in cui non ci siano altri uomini - o, come sostiene, è troppo vigliacco per cambiarlo. I due uomini del passato però non la pensano così - si insediano nella casa con le loro nuove "ragazze" ed escogitano un piano per riportare gli uomini in questo mondo...

La trama del film è quantomeno interessante. Un'interpretazione comune è che gli uomini siano i capitalisti (che creano un modo imperfetto che non ha la pretesa di essere giusto) e le donne i comunisti (che desiderano creare un mondo perfetto che finisce però per essere un inferno) . E' un'interpretazione non scontata che molti polacchi non condividono, oltretutto il film è stato girato nell'epoca socialista e doveva passare la censura.

Quello che però non credo è che il film sia divertente per un pubblico "occidentale". Non mi è chiaro quali possano essere le scene divertenti - l'unica che mi ha fatto sorridere è il fatto che la password per salire in superficie fosse "Kurwa mac", e che nessuna delle donne sapeva cosa volesse dire. Quella che è però fatale è la recitazione degli attori e soprattutto delle attrici, che si comportano in modo troppo "polacco" e dal mio punto di vista rendono il film noioso per un pubblico internazionale. Io ho trovato il film in parte divertente solo dopo aver vissuto qualche tempo in Polonia...

Per far capire quanto sia nero l'umorismo polacco si può comunque raccontare che la commedia polacca ritenuta più divertente è ambientata in un mondo post-apocalittico dove la terra è inabitabile e gli uomini vengono sistematicamente castrati....

sabato 10 ottobre 2015

Nuovi edifici a Cracovia

Kraków Arena


La Polonia ha la reputazione di sapere usare bene i fondi Europei per lo sviluppo, a differenza, ad esempio dell'Italia Meridionale. E' molto evidente a Cracovia, che è una città in continua crescita.

Molte ditte che aprono una sede qui si insediano in uno dei numerosi centri uffici, al cui finanziamento ha partecipato l'Unione Europea. Anche nel caso di Comarch, che ha costruito degli interi complessi.

Recentissima è l'inaugurazione del nuovo terminale all'aeroporto, che ho visitato per la prima volta questa settimana. A pochi passi da casa mia si trova la nuovissima Kraków Arena, che ha la funzione di palazzetto dello sport (qui vi sono stati i mondiali di pallavolo l'anno scorso) ed in cui si svolgono regolarmente concerti. Inoltre recente è la costruzione del museo dell'aviazione, che è molto piaciuto a mio padre in visita a Cracovia.

Molti dei nuovi edifici universitari a Cracovia sono stati finanziati dall'unione Europea, ad esempio la facoltà di informatica della AGH, come pure dei musei, come ad esempio quello di arte moderna.  Il nuovo centro congressi è un fiore all'occhiello della città. Numerosi edifici sono stati "rivitalizzati", come ad esempio il Collegius Maius o la biblioteca universitaria centrale.

L'unione Europea ha poi contribuito alla modernizazzione di ospedali, linee tramviarie, strade e piste ciclabili. Probabilmente la maggior parte dei progetti finanziati dal fondo Europeo sono però informatici, come ad esempio il sistema informatico dell'amministrazione comunale.


lunedì 28 settembre 2015

Zloty vecchi e nuovi

Un milione di vecchi zloty - bastano per un cappuccino al bar
In Polonia non si usa ancora l'Euro e dopo gli ultimi avvenimenti in Grecia i Polacchi non sembrano affatto entusiasti di adottarlo. E' probabile che il miracolo polacco perderebbe d'impeto se non ci fosse la possibilità di lasciare fluttuare gli zloty. Ma d'altra parte aziende sia polacche che di altri paesi d'Europa lamentano che una moneta unica permetterebbe loro di semplificare i processi e risparmiare. Si tratta quindi sia di un vantaggio che di uno svantaggio.

Del resto la Polonia non rispetta ancora i parametri di bilancio che sono un requisito per entrare nell'Euro. Per farlo dovrebbe tagliare le spese sociali ad un livello tale che per molta parte della popolazione sarebbe inaccettabile. Quindi non credo che gli zloty spariranno molto presto.

E' vero che gli zloty sono una moneta abbastanza stabile ed hanno un cambio di 4 zloty per un euro. Ma non è sempre stato così, infatti agli inizi degli anni novanta la Polonia ha conosciuto un'inflazione annuale a tre cifre (fino ad arrivare al 640%), in modo simile ad altri paesi dell'est.
Questo significa che i risparmi di decenni sono spariti nel nulla. E' un'esperienza che probabilmente solo chi l'ha vissuta può capirla e cambia per sempre una persona.

Ad un certo punto si è passato dai "vecchi zloty" ai "nuovi zloty" - uno zloto nuovo valeva 10000 di quelli vecchi. Chi ha visitato la Polonia in quel periodo, spesso si sentiva dire che doveva pagare 30000 zloty, mentre in realtà erano tre... Per non parlare dei truffatori che offrivano di cambiare i miei marchi tedeschi in cambio di vecchi zloty che volevano fare passare per nuovi. Ancora oggi pare che ci sia gente che ancora converte i prezzi nella propria testa in vecchi zloty.

I soldi poi nel socialismo avevano ancora meno valore. Non perché i prezzi fossero più bassi, come raccontano le leggende metropolitane dure a morire. Ma perché nei negozi non c'era molto da comprare e per quel poco bisognava stare in lunghe file.

Per i polacchi e per altri abitanti dei paesi dell'est i soldi non hanno quindi la stessa importanza che per chi ha vissuto in paesi occidentali. Per me è sempre stato scontato che se si hanno tanti soldi ci si può sentire sicuri e si può comprare quello che si vuole ( a parte l'amore e l'amicizia ). Ma in realtà i soldi hanno valore fintanto che è stabile il governo che li ha emessi. Se lo stato fallisce, come è successo alla Repubblica Popolare Polacca, l'altissima inflazione è una delle conseguenze più probabili.

Non sorprende che la maggior parte dei polacchi siano proprietari delle case in cui abitano (circa l'80%), perché nel mattone hanno fiducia. Né che prendano crediti anche solo per andare in vacanza. I soldi è meglio spenderli oggi, quando hanno ancora un valore, piuttosto che tenerli in banca con il rischio di perderli tutti alla prossima crisi. Poi si sa che quelli che escono meglio da un periodo di forte inflazione sono le persone fortemente indebitate.

Ed allora forse è meglio avere "cento amici piuttosto che cento rubli". Ho già scritto che per i polacchi il posto nella coda è sacro. Però un polacco ha meno remore nell'offrire soldi ad uno sconosciuto che sembra averne bisogno. In fin dei conti i soldi oggi hanno un valore, domani non si sa, mentre la persona a cui si fa un favore probabilmente non se ne dimenticherà...

martedì 1 settembre 2015

Ciceroni non si nasce, si diventa

Il giro del calvario

Veniamo a Cracovia, ma devi farci da Cicerone. Nessun problema, penso io. Cracovia la conosco, o penso di conoscerla. Così dopo avere accomodato i miei genitori in un appartamento separato un giorno li ho accompagnati in centro.

Hanno voluto fare un giro su uno di quei ciclo taxi con cui si portano i giro i turisti. Poi li ho accompagnati a piedi, ma si sono viste le mie lacune. Non sapevo di chi era la statua in piazza e perchè c'è un'altra statua di una testa gigante. Ho poi confuso il Barbakan con la porta Florianska. Siamo saliti al castello di Wawel, ma non abbiamo visitato l'interno perché sembrava che ci fossero troppi turisti.

Successivamente ho pensato di riscattarmi portandoli nel museo sotto la piazza centrale e poi sulla torre del municipio. Anche lì è stata una delusione, oltretutto è venuta una tempesta quasi apocalittica e ci siamo bagnati tutti. Un po' meglio è andata al collegio Maius.

Un altro giorno siamo andati a visitare due santuari nella parte sud di Cracovia, uno dedicato al papa Giovanni Paolo II ed un altro a Santa Faustina. Manco sapevo che esistessero e nemmeno sapevo chi fosse Santa Faustina. Nel convento c'era un osso a quanto si dice miracoloso. Infatti il papa Wojtila aveva santificato Santa Faustina appunto in virtù di una guarigione miracolosa, dopo che un americano aveva baciato quell'osso. Nessuno di noi però si è sentito di baciare la reliquia, quindi dovremo tenerci i nostri malanni. Siamo però saliti sul campanile con una bella vista sulla città. Il santuario di San Giovanni Paolo ci è piaciuto, ma il museo era chiuso.

Quindi siamo saliti sul promontorio ad ovest di Cracovia, dal quale pure si vede la città. Ma faceva caldissimo e i miei genitori alla fine erano completamente spompati. Ci siamo rifugiati in un museo dedicato a Kościuszki, ma non ci ha interessato molto. Allora la sera siamo andati a mangiare una zapiekanka nella piazza Nova, a Kazimierz, ma non sono riuscito a farmene dare una di mio gradimento.

E finalmente un altro giorno siamo andato al Calvario Zebrzydowski, la cui visita però consiste in una lunga camminata attorno ad un monte per vedere le varie cappellette. Si è dimostrato troppo faticoso per i miei genitori e abbiamo fatto ben poca strada. In più non c'era tempo perché dovevamo andare a Wadowice a visitare la casa del papa. Ce l'abbiamo fatta, ma la visita era in polacco perchè quella in Italiano l'avevamo mancata per dieci minuti.

Infine abbiamo preso tre biglietti giornalieri dei mezzi pubblici di Cracovia e siamo andati in giro per tram ed autobus. Però era un giorno feriale, erano affollati e non si è dimostrata un'esperienza esaltante.

Nonostante tutto i miei genitori dicono che si sono divertiti tantissimo. Hanno fatto molto shopping nelle bancherelle e nei negozietti, hanno mangiato sorprendentemente bene e visitato tanti centri commerciali. In più mio padre ha visitato più volte il museo degli aerei.

Forse sono io che mi stresso troppo, ma nessuno è nato maestro ... o Cicerone. Ma si puo sempre migliorare, ed ho fatto il giro del Calvario in solitario questa domenica. Ci ho messo cinque ore, anche se ho allungato il giro per salire in cima al monte. Chi l'avrebbe mai detto...

sabato 22 agosto 2015

Multe, multe ed ancora multe

A Cracovia significa... parcheggio a pagamento!

Ho già raccontato che girando in Polonia in auto bisogna stare attenti ai numerosissimi rilevatori di velocità. Se si ha un buon navigatore, si viene avvertiti in tempo. Ma durante i due miei ultimi giri con macchine a noleggio ho usato il mio telefonino e google maps per navigare. Questo software non dispone di dati sugli autovelox, ed ho quindi finito per prendere due multe per eccesso di velocità.

Questo mese mi è arrivata una lettera minacciosa dall'ispettorato centrale con la segnalazione che avevo superato il limite di velocità in un centro abitato di circa 30 km/h in aprile. Oltre a 200 zloty (50 euro) questo mi costerà sei punti sulla patente. Non bisogna superare i 24 punti, ma in teoria i punti in Polonia vengono azzerati ogni anno, ammesso che si siano pagate tutte le multe. Avendo una patente tedesca, in base a quello che sono venuto a sapere non me la possono togliere, ma mi possono proibire di circolare in Polonia. Devo stare più attento.

Ma non sono il solo ad avere ricevuto delle multe. I miei genitori sono venuti a Cracovia questo mese e si sono beccati due multe per divieto di sosta. Nel quartiere periferico dove hanno trovato un appartamento grazie ad Airbnb il comune ha avuto la brillante idea di mettere dei parchimetri e di creare dei parcheggi a pagamento. Il peggio è che i posti a pagamenti sono marcati con striscie bianche ed hanno il segnale "P", che in Italia significherebbe parcheggio libero, ma in Polonia significa parcheggio a pagamento! Per non prendere la multa possono parcheggiare di fronte alla casa dove alloggiano, dove però c'è il segnale di ... divieto di sosta. La padrona di casa li aveva avvertiti di questo, ma la cosa sembrava inverosimile ed hanno dovuto prendere due multe di divieto di sosta prima di capire come funziona....

Infatti in Polonia la Polizia sembra apparire quasi magicamente ogni volta che si mette la macchina in un divieto di sosta. Mi ricordo che anche a me è successo una volta che mi ero dimenticato di comprare il biglietto al parchimetro ed avevo parcheggiato per dieci minuti.

Mio padre ha comunque valutato se fosse veramente necessario pagare le multe. D'altra parte, è noto che i turisti che vengono in Italia ed infrangono i limiti di velocità tipicamente non pagano le multe anche se arrivano a casa loro, perché il sistema non è informatizzato ed anche se vengono fermati da una pattuglia in Italia questa non è in grado di farle valere. Ma in Polonia pare che sia diverso e sono noti casi in cui un automobilista fermato dalla polizia ha dovuto pagare le multe dovute con gli arretrati, sotto la minaccia di vedersi sequestrata la macchina.

Quindi mio padre ha pagato le multe, anzi, le ho pagate io. Un totale di 100 zloty, ovvero 25 euro. Tutto sommato poteva andare peggio. Almeno non ha avuto il trauma di trovarsi l'auto bloccata dalle ganasce, come era successo a me una volta nella Repubblica Ceca, una volta che avevo parcheggiato l'auto in un'altra "trappola per turisti". A Cracovia le mettono a chi parcheggia in centro...

sabato 8 agosto 2015

Nuovo capitalismo polacco

"Nuovo capitalismo polacco" di Jane Hardy
Dopo il "cambiamento" del 1989, la Polonia è passata dal comunismo ad un'economia di mercato. E' conoscenza comune che in Polonia è stata adottata una terapia cosiddetta di shock, che ha smantellato le aziende statali dandole in mano a privati ed ha aperto il paese al capitale straniero senza proteggere le aziende locali. Diversamente ad esempio dalla Russia o dalla Jugoslavia, dove la terapia shock ha avuto effetti disastrosi, in Polonia le misure hanno avuto successo ed il paese è diventato una mecca del capitalismo in continua ed inarrestabile crescita. Questo, almeno, tanti ci raccontano.

La realtà però è più complicata. Prima di tutto la privatizzazione delle aziende statali non è stata affatto esaustiva. Delle quindici aziende a maggiore fatturato in Polonia, quattordici sono ancora statali. Sono ad esempio nei settori del petrolio (Orlen, PGNiG, Lotos), minerario (KGHM Polska Miedź), assicurativo (PZU), bancario (PKO SA), energetico (PGE) o logistico (PKP). In Polonia l'opinione dominante è che aziende in settori strategici debbano restare in mano allo stato, altrimenti rischiano di finire in mano ad oligarchi che non creano nessun valore aggiunto, come ad esempio è successo in Russia, o in proprietà di capitale straniero. Sul fatto che queste aziende siano gestite bene dallo stato le opinioni sono discordanti.

Il "cambiamento" ha colpito in modo più radicale le aziende nel settore manifatturiero, come ad esempio la produzione di automobili ed elettrodomestici. Molte di queste aziende sono state svendute ad investitori stranieri, che le hanno smembrate tenendo solo i reparti più efficienti e liquidando gli altri. A volte l'unico scopo di questi acquisti era acquisire i beni immobili e la presenza nel paese, per poter produrre a basso costo.  Il risultato di questo rimescolamento di carte è stata la creazione di un settore manifatturiero efficiente in Polonia, ma quasi completamente in mano a capitale straniero. I polacchi si sono dimostrati essere degli ottimi lavoratori rispetto ad altri paesi dell'Est Europeo, oltretutto perché la Polonia anche nel periodo comunista realizzava prodotti destinati a mercati occidentali.

Il cambiamento però ha causato alti costi sociali. Le garanzie del comunismo  (casa, lavoro, assistenza sanitaria, istruzione, asili nido...) sono state in gran parte smantellate. La disoccupazione si è stabilizzata a livelli accettabili, ma bisogna tenere conto del fatto che tantissimi polacchi sono emigrati in Europa, approfittando dell'apertura delle frontiere. Quelli che sono rimasti a lavorare in Polonia nel privato spesso devono sopravvivere con 300 euro al mese, per cui se possono si trovano un secondo lavoro. Non dimentichiamo che la merce d'importazione costa qui lo stesso che nella zona Euro. I sindacati sono forti nelle aziende statali, ma non in quelle private, anzi, iscriversi a un sindacato nella pratica può portare al licenziamento.

La sensazione però è che le cose di anno in anno migliorino. Per quelli a cui non è consentito di dimenticare le code e le carenze dei tempi del comunismo, la presenza di numerosissimi centri commerciali con scaffali pieni di merci deve essere catartica, anche se non si hanno i soldi per comprarle.  I finanziamenti dell'Unione Europea hanno portato migliori infrastrutture, come ad esempio nuove strade, aeroporti. collegamenti ferroviari, acquedotti, piste ciclabili, ospedali, edifici universitari... Vi sono degli imprenditori locali, che però sono in una lotta impari con le multinazionali, che godono persino di migliori esenzioni fiscali dallo stato polacco. La costante presenza dello spauracchio russo fa sì che altri temi passino in secondo piano e che quindi
nessun paese più della Polonia creda nella strada del neoliberalismo.  

martedì 21 luglio 2015

Una lingua in più...

La bandiera della Croazia come la vedono alcuni polacchi....

Parlo, o mi vanto di parlare, sette lingue, a parte l'Esperanto: italiano, tedesco, inglese, polacco, francese, russo e spagnolo, ordinate per livello di conoscenza.  Per la verità ho ancora da imparare in ognuna di queste lingue, però da un po' di tempo desidero cominciare a studiarne un'altra. Il problema è scegliere quale.

Per decidere di imparare una lingua ho bisogno di apprezzare il paese in cui viene parlata, ed essere consapevole che non avrò a difficolta a trovare materiale interessante per praticarla. Tipicamente è importante per me sapere se ci sono libri, fumetti, canzoni e film in quella lingua che mi possano piacere.

Come ho già scritto più volte, mi interesso al polacco da tempo, ma in questa lingua ho fatto fatica a trovare del materiale che mi interessasse. Ma nel frattempo in polacco leggo fumetti, libri, ascolto canzoni, guardo film e persino walktrough di videogiochi, per cui in quest'area ho smesso di avere problemi.

Una lingua che mi affascina è il rumeno. Sono però stato nel paese dove si parla e devo dire che per tante ragioni non mi ha entusiasmato, e non conto di tornarci. Una delle cose che ho notato in Romania è quanto siano povere le librerie, inoltre i romeni sono nella comunità europea la nazione che trova meno tempo per la cultura. Solo la musica mi piace, ma è troppo poco. A malincuore ho dovuto scartare questa lingua, che è neolatina e non sarebbe difficile.

L'ucraino è una lingua che vorrei avere una scusa per imparare, essendo anche questa una lingua che mi piace molto. L'Ucraina, inoltre, è' un paese molto vasto che non basterebbe una vita per conoscere a fondo. Penso che abbia un grosso potenziale, in particolare nel mio settore, come dimostrano le (poche) aziende IT che sono riuscite in qualche modo a stabilirsi in quel paese. Purtroppo, però, fare business in Ucraina è molto difficile e in particolare in considerazione degli ultimi avvenimenti l'ingresso nell'Unione Europea è diventato un miraggio.

Sono stato a Kiev qualche anno fa, e quest'anno ho fatto un salto a Lvov. Nonostante quello che dica la propaganda russa, anche a Lvov la maggior parte delle conversazioni che ho sentito sono in russo, e non in ucraino. In televisione la maggioranza dei film e della musica è in russo, come pure i libri che si trovano nelle librerie. Ancora adesso la lingua di lavoro in Ucraina, in particolare nel settore dell'IT, è il russo. Nonostante la mia simpatia per l'ucraino, non riuscirei a giustificare a me stesso il grosso investimento di tempo che è l'apprendimento di una lingua, se questa non viene usata in modo pervasivo nel suo stesso paese di origine.

Venti anni fa ridevo in faccia a chi mi diceva che voleva imparare il serbocroato. Come si fa ad imparare la lingua di un paese in cui si combatte una guerra civile spietata ? Ma la guerra è finita. L'anno scorso sono stato a Belgrado e poi a Novi Sad ad una conferenza di poliglotti, e quest'anno a Split da un cliente. Il serbocroato (che adesso è serbo, croato, bosniaco e montenegrino, una cosiddetta lingua pluricentrica) l'avevo già sentito parlare e devo dire che come lingua mi piace molto, al punto che penso che sia una delle lingue più belle in Europa.

Ma vale la pena impararlo? I territori della ex Jugoslavia sono vasti e belli dal punto di vista paesaggistico, e per esplorarli a fondo potrebbe non bastare una vita. La Croazia è già nell'Unione Europea, e Serbia, Montenegro e Bosnia sono già integrati nell'economia europea, per cui penso che il loro ingresso sia una questione di tempo - a differenza dell'Ucraina, che ancora adesso nonostante tutto commercia soprattutto con la Russia. E nel settore dell'IT qualcosa si muove.

E la cultura ? La musica serbo-croata mi piace, ed anche per essa ho creato un blog. Nonostante si siano combattuti, i paesi della ex Jugoslavia ascoltano la stessa musica - cantanti croate si esibiscono in Serbia, e viceversa. Le librerie e biblioteche che ho visitato sono molto ben fornite, ed esistono molti libri di informatica ed altri argomenti interessanti in questa lingua. Anche la scelta di fumetti di livello è vasta. Non mancano i film, sia moderni che dell'Jugoslavia, che però loro non guardano e non trasmettono in TV perché sono molto esterofili.

Allora ho deciso di andare a Zagabria questo mese e di passare due settimane ad imparare il croato, con l'aiuto di un'insegnante privata della scuola di lingue Sputnik. Penso di essermi portato avanti e conto per l'anno prossimo di arrivare almeno ad un livello A2. Ho comprato dodici libri in serbo e croato, compresi i corsi, per cui il problema della pratica non lo avrò. Ma devo stare attento a non fare confusione con le altre lingue slave che studio, polacco e russo. Ma di questo parlerò in un altro post.