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sabato 16 gennaio 2016

Preparandosi per l'esame PMBOK

PMBOK - "wydanie polskie"


Dovrei fare qualcosa di più per la mia "carriera". Ho avuto comunque l'anno scorso l'opportunità di seguire un corso di preparazione all'esame "PMBOK", ovvero "Project Management Body of Knowledge" - in pratica l'esame per diventare Project Manager. L'ho fatto a Cracovia, nei locali della Comarch, in polacco - esperienza per me sicuramente interessante. E non tipica, infatti ero l'unico straniero.

Il corso è durato un totale di 10 giorni ed in esso ho imparato alcune delle tecniche che si usano per gestire aspetti del progetto, ovvero integrazione, ambito, tempi, costi, qualità, risorse umane, comunicazione, rischi .... Dal corso ho ricevuto del materiale, ma l'esame lo preparerò leggendo la cosiddetta "bibbia" del PMBOK, di cui ho comprato l'edizione in polacco per 30 Euro scarsi. I libri tecnici in polacco, come ho scritto in un altro post, costano meno della corrispettiva edizione in inglese (che costerebbe più di 40 Euro)

A parte il fatto che l'instruttore aveva una grande voglia di ricordare ad ogni occasione che gli italiani amano agitare le mani quando parlano, il corso si è dimostrato interessante. Se non altro per capire che l'attitudine ostile al cliente non è così universale in Polonia come pensavo prima ed ho scritto in un post precedente. Ho trovato curiosa comunque l'opinione secondo cui al cliente bisogna dare il minimo indispensabile che sia disposto ad accettare ... e non di più, altrimenti è "goldplating", funzionalità realizzata gratis. Il cliente migliore, inoltre, "è quello che torna". Ma il cliente "non ha sempre ragione" - può dirti quello che vuole, ma non come realizzarlo...

Durante il corso sono state fatte attività di gruppo per simulare attività di progetto. Mi ha ricordato un po' la scuola, dove ero terrificato dei "lavori di gruppo" in cui non si sapeva mai chi doveva fare cosa. Nel corso erano un attimino più strutturati, le attività erano comunque curiose. Ad esempio costruire una catapulta di carta per distruggere un uovo, trovare chiodi in un secchio di sabbia o replicare una costruzione in lego che si trovava nella stanza accanto... Tutte situazioni che dovevano rappresentare tappe di progetti.

Il corso è finito e dopo avere dato l'esame di C1 di polacco non ho più scuse: mi devo preparare all'esame PMBOK. Ma a casa faccio fatica a motivarmi ed uso una strategemma che adottavo quando mi preparavo agli esami: vado a studiare fuori casa.  Studio esclusivamente il fine settimana. Le biblioteche però sono chiuse quei giorni ed allora ho trovato un locale alternativo: una stanza dedicata al "Coworking" nel più grosso centro commerciale di Cracovia, Bronovice, aperto ovviamente tutti i giorni. Studiando là sono arrivato quasi a metà della bibbia del PMBOK,  vediamo quando riesco a dare l'esame....

sabato 10 ottobre 2015

Nuovi edifici a Cracovia

Kraków Arena


La Polonia ha la reputazione di sapere usare bene i fondi Europei per lo sviluppo, a differenza, ad esempio dell'Italia Meridionale. E' molto evidente a Cracovia, che è una città in continua crescita.

Molte ditte che aprono una sede qui si insediano in uno dei numerosi centri uffici, al cui finanziamento ha partecipato l'Unione Europea. Anche nel caso di Comarch, che ha costruito degli interi complessi.

Recentissima è l'inaugurazione del nuovo terminale all'aeroporto, che ho visitato per la prima volta questa settimana. A pochi passi da casa mia si trova la nuovissima Kraków Arena, che ha la funzione di palazzetto dello sport (qui vi sono stati i mondiali di pallavolo l'anno scorso) ed in cui si svolgono regolarmente concerti. Inoltre recente è la costruzione del museo dell'aviazione, che è molto piaciuto a mio padre in visita a Cracovia.

Molti dei nuovi edifici universitari a Cracovia sono stati finanziati dall'unione Europea, ad esempio la facoltà di informatica della AGH, come pure dei musei, come ad esempio quello di arte moderna.  Il nuovo centro congressi è un fiore all'occhiello della città. Numerosi edifici sono stati "rivitalizzati", come ad esempio il Collegius Maius o la biblioteca universitaria centrale.

L'unione Europea ha poi contribuito alla modernizazzione di ospedali, linee tramviarie, strade e piste ciclabili. Probabilmente la maggior parte dei progetti finanziati dal fondo Europeo sono però informatici, come ad esempio il sistema informatico dell'amministrazione comunale.


giovedì 14 maggio 2015

Lavare, pulire e cucire...

Un "Pralniomat" : Lascia qui la tua biancheria da lavare... e vieni a prenderla pulita e profumata !

Sapete qual’è una cosa che odio ? Pulire. Grazie al cielo vivo in un appartamento piccolo, “per scapoli”. E grazie al cielo esistono donne delle pulizie.

Non è difficile trovare qualcuno che venga a pulire in Polonia. Quello che è difficile è trovare qualcuno di fidato. In generale non si vuole dovere restare a casa quando la donna viene a pulire, per cui le si da le chiavi e si conta sul fatto che non faccia sparire le cose e non combini troppi guai.

Fino ad ora non ho dovuto cercare di persona una donna delle pulizie, perché viene ancora da me quella che mi ha trovato la ditta in cui lavoro. Il prezzo che fa è un po’ più alto di quello di mercato. Prima la facevo pulire l’appartamento, poi le ho chiesto di fare anche il bucato e stirare. Però a volte non vedendoci non ci capiamo bene e non sempre lava quello di cui ho più bisogno, o mi rilava cose che io credevo di avere già lavato. Pazienza !

Un’alternativa per fare lavare e stirare è portare gli indumenti in lavanderia. Non sono per niente economiche, non ne ho di vicine a casa mia ma almeno lavano molto in fretta - a volte in giornata. Ed hanno buoni orari.

Questa settimana però per la prima volta ho deciso di usare il “pralniomat” che è di fronte alla mia azienda. Sono distributori automatizzati con più scomparti, in cui si possono lasciare indumenti da lavare, dopo aver inserito nell’annesso computerino numero di telefono e posta elettronica. Già il giorno dopo si possono ritirare. Inserendo l’apposito codice e pagando con carta di credito, nell’apposito scomparto si troveranno gli indumenti lavati e stirati. Non economicissimo, ma comodo.

Una cosa che è in Polonia non è difficile trovare è qualcuno che faccia servizi di sartoria e cucitura a poco prezzo. Anche piccole cose, come attaccare un bottone a una camicia. Lo so, almeno quello dovrei essere capace di farlo ma…. a ciascuno il suo lavoro !

sabato 21 marzo 2015

#OMGKRK


Qual è la ragione numero uno per cui ho scelto di lavorare in Polonia ed in particolare a Cracovia ? Non sono le donne, non è il papa, è la tecnologia informatica.

I programmatori polacchi sono tra i migliori al mondo, lo dimostrano i molti premi vinti ai concorsi di programmazione. Le scuole e le università danno un’ottima preparazione tecnica e permettono di venire a contatto con il mondo del lavoro durante gli studi; anche nel mio progetto alla Comarch lavorano part-time alcuni studenti, su attività di primo livello. Il tasso di laureati è molto alto ed a tutti i meritevoli si consente di studiare, anche se non hanno i mezzi finanziari.

Il lavoro del programmatore è uno dei meglio pagati in Polonia (a differenza di paesi come l’Italia). Il mercato del lavoro sa distinguere tra i vari livelli di competenza delle tecnologie. La competenza tecnica è il primo criterio per l’assunzione e la promozione.

Sono stato a molte fiere dell’informatica e della carriera, oltre che ad incontri serali di appassionati di tecnologie. A Cracovia ed in Polonia sono tantissimi, anche se ovviamente per apprezzarli bisogna sapere il Polacco. E’ un atmosfera vibrante di passione per la tecnologia che non ho visto da nessun’altra parte, non per niente esiste su twitter e facebook il tag #OMGKRK e Cracovia è considerato il centro di offshoring numero uno in Europa.

Per la prima volta in Polonia ho visto realizzare quello che, in tanti progetti realizzati nella sede del cliente, è sempre stato un miraggio: la verifica da parte di un secondo programmatore di qualsiasi parte di codice prima di portare il commit sul trunk, ovvero il famoso principio dei quattro occhi. Per chi ha un istruzione informatica è inoltre una liberazione vedere un approccio “technology first”, aperto in modo totale alle nuove tecnologie e non legato principalmente alle richieste del cliente.

Quello che ho visto funzionare straordinariamente bene in Polonia è l’integrazione di nuovi programmatori nei team, che diventano produttivi ad una velocità impressionante. Vedendo questo mi dispiace non avere cominciato la mia carriera di programmatore in Polonia, oggi saprei sicuramente programmare molto meglio. Ciò non toglie che anche adesso considero che la permanenza in questo paese può aiutarmi ad acquisire migliori competenze professionali.

Non in tutto però i polacchi sono altrettanto bravi - ma di questo ho già parlato...

mercoledì 14 gennaio 2015

Piscine, mari e montagne


A Cracovia non c’è il mare. Ma almeno non mancano le piscine. Quella che uso io occasionalmente ha un’annessa palestra. Si trova accanto alla ditta dove lavoro ed è gratis per i dipendenti. Per questo purtroppo è leggermente affollata, anche perché ovviamente quasi tutti hanno l’idea di andarci subito dopo la giornata di lavoro. Ma ci si può stare. Grazie al cielo a Cracovia però non mancano le piscine. Ce ne sono 31 secondo questo sito, che non è un brutto numero per una città di circa 800.000 abitanti. In inverno ovviamente non ci sono altre possibilità di praticare il nuoto, ma per la verità anche di estate non è molto meglio. Nella regione di Cracovia non conosco laghetti dove si può fare il bagno, al contrario di molte regioni della Polonia centrale e settentrionale dove si possono trovare decine di bellissimi laghi. D’estate in Polonia ovviamente si può anche andare al mare, molto a nord di Cracovia. Le spiaggie sono più frequentate di quello che si potrebbe immaginare ed i prezzi sono piuttosto alti. Non costerebbe di più per un polacco passare le ferie in qualcuna delle spiaggie meno conosciute del Mediterraneo. Ma i polacchi che non sanno le lingue o cercano riposo e familiarità piuttosto che avventure, spesso e volentieri passano le ferie al mare in Polonia. E magari un giorno su due si beccano la pioggia. Volendo passare le ferie in Polonia, secondo me sono meglio le montagne. In Polonia arrivano infatti i Carpazi. Sia per i prezzi che per l’affollamento possono essere più rilassanti e convenienti delle Alpi. La vicinissima Slovacchia è uno dei paesi in Europa dalla natura più incontaminata e non mancano le montagne e i boschi da visitare.

mercoledì 12 novembre 2014

Attenti alle curve !




Quando l’anno scorso ero ancora in Germania e stavo pianificando di trasferirmi in Polonia, un collega polacco mi diede un consiglio: se incominci a parlare in polacco, fai di tutto per non imparare la parola “Kurwa”. E’ una parola che molti polacchi abusano, ma non suona bene, soprattutto se viene pronunciata da uno straniero.

Effettivamente durante i primi sei mesi di permanenza in Polonia non ho mai pronunciato quella parola, nonostante la sentissi spesso dai colleghi. Ma poi sono successe diverse cose.

Per prima cosa ho cominciato a guardare dei film polacchi. In Polonia le parolacce hanno cominciato a dirle nei film ed in tv solo a partire dagli anni 90. Il film 'Psy', del 93, ha fatto da spartiacque. Sono però solo questi film recenti che mi interessano, quelli dell’epoca comunista per lo più mi fanno addormentare.

Poi vedendo i comportamenti sul lavoro ho avuto l’impressione che la gente in Polonia ti ascolta di più quando nei tuoi discorsi metti una “Kurwa” ogni tanto. Inoltre è una parola che permette di guadagnare tempo quando non si sa esattamente cosa si vuol dire, ti dà una frazione di secondo in più per pensare.

Mi hanno fatto vedere questo video, in cui viene spiegato quanto è importante l’uso di questa parola nella conversazione polacca. Ho letto il libro "Homo corporaticus, czyli przewodnik przetrwania w korporacji"(Come sopravvivere nelle corporations), in cui viene spiegato che in Polonia sul lavoro è fondamentale dire spesso parolacce, per far vedere di essere dei duri. E più volte mi è stato detto che non si può dire che si sa bene il polacco se non si usa la parola “kurwa”.

Allora quasi inconsciamente ho incominciato ad usare questa parola, ed effettivamente mi è sembrato che i colleghi mi rispettassero di più e mi ascoltassero con maggiore attenzione. E’ anche una delle parole più facili da pronunciare in polacco.

Bisogna però ricordare una cosa: questa parola dà fastidio alle donne, probabilmente per il significato di prostituta, che in Polonia ha una connotazione molto negativa. Inoltre in un paese sessista come la Polonia le donne di solito non dicono le parolacce e sono particolarmente infastidite dal sentirle. Non è raro che comincino delle crociate per combattere l’uso delle parolacce, magari facendo di tutto per introdurre dei “regolamenti” contro il loro uso: una parolaccia, una moneta nella cassa comune.

A complicare ulteriormente la faccenda è il fatto che le varianti di “Kurwa”, ovvero “Kurczę”, “Kurka”, “Kurna” o addirittura “Kurdy”, non vengono considerate parolacce. La stessa persona che combatte contro l’uso della parola “Kurwa” può non vedere nessun problema nell’uso continuo della parola “Kurna” o “Kurdy”.

Ho smesso di usare la parola “Kurwa”, perché il mio uso “inopportuno” ed "eccessivo" "disturbava" le colleghe. Anche se i miei colleghi (maschi) continuano ad usarla. Vorrà dire che dirò le parolacce in italiano. Beh, per un periodo ho dovuto subire un regolamento che impediva anche di imprecare in italiano, benché nessun altro sapesse la lingua. Vi lascio immaginare che fine ha fatto quel regolamento.

mercoledì 10 settembre 2014

Le bestie più pericolose


Un allarme personale
Ho già raccontato la mia disavventura con un cane. Da allora faccio più attenzione e mi sono reso conto di quanto qui siano difficili da notare i cartelli “Attenti al cane".  Magari sono piccoli, ingialliti e su un portone di una casa che sembra abbandonata da anni. Ma in realtà il cane c’è, e molto cattivo. Occhi aperti!

Ma in questo post voglio parlare delle bestie più pericolose: gli uomini. Dopo aver vissuto in una città relativamente tranquilla come Monaco di Baviera, Cracovia è un bel cambiamento.

Esiste in generale un maggiore rischio di furto. Le ragioni sono tante: povertà, disoccupazione, disparità sociali, assenza di sussidi, stipendi bassi. Ma a parte ricordarsi di chiudere bene quando si esce, questo non ha comportato un cambiamento del mio stile di vita. In realtà mi sembra che la maggior parte delle persone sia oneste. Mi è capitato di lasciare in giro delle cose e le ho sempre ritrovate e da allora ho deciso di cominciare ad usare un servizio come FoundInTown. Perché le cose è più facile perderle che non che te le rubino.

Diverso è il caso dei gruppi di giovani che qui amano chiamare “pseudotifosi”, ma in realtà a me sembrano più che altro cercarogne. Non so esattamente come definirli. Spesso tifano per una squadra di calcio, e magari vanno alle partite armati di coltelli ed ascie. Ma non si muovono solo di domenica e non è una buona pratica farsi identificare come sostenitore di una delle due squadre di calcio della città, “Cracovia” e “Wisła”. Al punto che mi è stato consigliato di nascondere il badge della Comarch quando sono in giro, poichè la ditta è lo sponsor del “Cracovia”.

Segni di attività di cercarogne si vedono talvolta la mattina. Sono riconoscibili atti di vandalismo contro il patrimonio pubblico e privato. E una volta tornando a casa da solo all’una di notte di domenica, ho avuto un incontro con uno di questi gruppi. Erano in quattro in mezzo alla strada ed hanno cominciato ad insultarmi. Uno di loro mi si è buttato addosso dandomi un forte spintone, cercando di sbilanciarmi. Io sono proseguito per la mia strada senza scompormi ed hanno perso interesse.

Da allora ho deciso perlomeno di cercare di evitare di tornare in autobus se è tardi e piuttosto prendere il taxi. E’ inoltre un problema che anche in piena città ci sono tante strade molto poco illuminate, anche se abitate. Una precauzione in più che ho deciso di prendere è l’acquisto di un solido allarme personale, di quelli che tirando il filo fanno una sirena di 140 decibel per un’ora. Dovrebbe bastare per allontanare i più, la maggior parte cerca una preda facile e che non dia problemi.

In Polonia praticamente non ci sono stranieri e sia criminali che vittime sono Polacchi. I fatti di criminalità quindi non provocano un dibattito politico attorno all’immigrazione. In realtà quelli che ho chiamato cercarogne di solito non sono neanche disoccupati, ma lavorano in uno dei tanti impieghi sottopagati e senza prospettiva. Non sono politicizzati, non sono sindacalizzati e cercare rogne è il loro sfogo. E’ una delle cose che mi preoccupano - che nasca qualche partito o movimento estremista capace di unirli.

sabato 26 luglio 2014

Salute ed assistenza sanitaria



Sicuramente una delle cose che mi inquietava di più prima di venire in Polonia è come sarebbe stata l’assistenza sanitaria. Il contratto con la ditta mi prometteva un pacchetto di assistenza sanitaria, ma non sapevo esattamente cosa volesse dire.

In Polonia esistono due classi di assistenza sanitaria, pubblica e privata. Molte ditte, inclusa la mia, hanno delle convenzioni con dei fornitori di assistenza privata, i cosiddetti centri medici. E questo è uno dei privilegi più importanti di chi ha un lavoro rispetto a chi non ce l’ha. Alle fiere del lavoro, quando le ditte si presentano ai possibili futuri assunti, sottolineano sempre che tipo di pacchetto sanitario offrono.

Comarch ha una convenzione con iMed24, che fa parte dello stesso gruppo finanziario. Dal punto di vista pratico significa che posso fare visite specialistiche ed esami di laboratorio nel centro Medico iMed24, e ricevendo un rimborso completo o parziale. L’edificio è accanto alla ditta, il che mi fa anche risparmiare tempo. La gamma di servizi offerta è molto ampia e finora non sono dovuto andare da nessun’altra parte. In questo anno ho avuto ampia possibilità di testare l’assistenza medica offerta da questo centro e mi considero soddisfatto, sia dei servizi che dei costi.

Le farmacie polacche sono piccole, ma sono in genere in grado di fornire qualsiasi medicina nel giro di una giornata. Esiste anche un rimborso automatico sul costo delle medicine da parte del fondo sanitario nazionale, se nella ricetta è indicato il famoso PESEL. Questo codice identificativo è anche il presupposto per potere usufruire dell’assistenza sanitaria pubblica, che finora non ho avuto modo di provare. Non ha una buona reputazione, a causa soprattutto di una carenza di medici.

A parte le solite visite che devo fare, un problema aggiuntivo che ho in Polonia è la maggiore frequenza con cui mi si irrita la pelle. L’ho risolto usando acqua bollita per lavarmi la faccia. L’acqua del rubinetto naturalmente non la bevo, i negozi vendono infatti dei bottiglioni di acqua da 5 litri che sono onnipresenti in tutta l’Europa dell’est. Pare che la situazione sia migliorata negli ultimi tempi e alla radio ho sentito dire che nel frattempo l’acqua d’acquedotto dovrebbe essere potabile, ma non mi arrischio.

Altri problemi particolari di salute non ne ho avuti. A lungo termine è spiacevole il fatto che Cracovia sia una della città più inquinate d’Europa ( al terzo posto in Europa secondo questa indagine), a causa prevalentemente della posizione geografica.

domenica 11 maggio 2014

Qualche parola sulla Comarch



Vale la pena scrivere un paio di parole sulla ditta per cui lavoro. La Comarch è stata fondata dal professor Janusz Filipiak con i suoi studenti nel 1993 a Cracovia. Oggi è diventata una delle due più grandi ditte nel settore informatico in Polonia (l’altra è l’Asseco) ed è fra le cento  maggiori ditte in Europa nel settore informatico. Ha circa 4000 dipendenti.

Ha realizzato numerosi sistemi informatici in Polonia e quasi la metà delle entrate della ditta, ancora adesso, sono realizzate nel paese di origine. La Comarch è presente nel settore della finanza, dell’amministrazione pubblica, della salute, della telecomunicazione ed altri. Ha una linea di prodotti che sono in continuo sviluppo e vengono adattati alle esigenze di ciascun cliente.

Da qualche anno la Comarch è entrata nel mercato tedesco, grazie all’acquisto della ditta Soft-M. Da allora ne ho spesso sentito parlare, leggendo il settimanale Computerwoche, che in Germania è una lettura quasi obbligatoria per chi si occupa di informatica.

Visitai lo stand della Comarch al Cebit, la più grossa fiera dell’informatica in Europa, ad Hannover, nel 2013. Allora ebbi la possibilità di provare la soluzione CRM della ditta, che mi sembrò molto innovativa. Alla fiera allora erano state invitate circa 200 ditte polacche, poiché il tema principale era la cooperazione tra la Germania e la Polonia. Anche la Frau Merkel visitò quello stand, ma in un altro orario – venni a sapere della visita solo dopo qualche giorno, dal sito della fiera.

Ora mi occupo del settore bancario e mi sono reso conto che esiste una forte domanda dei prodotti della Comarch sul mercato internazionale. L’impegno maggiore sarà nell’adattamento di essi a tutte le esigenze dei clienti occidentali e nell’assunzione continua di personale informatico – compito non semplice oggigiorno in Polonia, poiché sempre più spesso sono i lavoratori a scegliere la ditta e non il contrario.


giovedì 10 aprile 2014

My job has gone to Poland....


L’Offshoring  è qualcosa che fanno in tanti, ma che pochi ammettono di fare. E’ la tendenza a spostare lavori ed attività verso paesi a basso costo. E’ molto diffuso nel settore informatico e viene associato di solito con paesi come l’India o la Cina. Viene descritto molto bene tra l’altro nel libro dell’autore statunitense “My job went to India, and all I got was this lousy book”

Un’alternativa vista frequentemente in Europa è il Nearshoring, ovvero spostare quelle attività all’estero, ma in paesi più vicini sia geograficamente che culturalmente. Lavorando in Germania avevo visto fare eseguire lavori di programmazione da ditte in Romania e Ungheria, però solo nel 2011 mi è capitato di persona che il mio lavoro venisse trasferito proprio in Polonia.

La ditta per cui lavoravo, la Pentasys, aveva sviluppato, su commissione di una delle più grandi aziende nel settore automobilistico, un programma per la configurazione di veicoli. Il progetto era già nella fase di manutenzione e ci aspettavamo che essa sarebbe stata fatta dalla nostra ditta. Invece decisero di assegnare la manutenzione ad una ditta di Wroclaw con cui il cliente lavorava già assieme. Non credo che allora il cliente prese la decisione migliore. La cosa non mi danneggiò, visto che trovai un altro progetto, anche migliore, praticamente subito, tuttavia mi fece riflettere.

L’offshoring (e la realizzazione di qualsiasi progetto informatico del resto) funziona meglio quando lo sviluppo e la manutenzione vengono fatte dalla stessa ditta. Tanti tendono a disprezzare la manutenzione di codice cosiddetto “legacy”, realizzato da altre persone, ma in realtà è un’attività complessa ed è quella svolta dalla maggioranza dei programmatori. Quando decisi di cercare di trovare un lavoro collegato con l’offshoring, mi ripromisi di puntare a progetti che venissero mantenuti dalla stessa ditta che li aveva realizzati. E questa è per fortuna la situazione in cui mi trovo alla Comarch.

In ogni caso l’offshoring è qualcosa che continueremo a vedere. Anche in Italia, dove ora sono più spesso perché qui ci sono dei nostri clienti, ho sentito che è diventato pratica comune, raggiungendo una dimensione che mi ha sorpreso. Infatti è diventata l’unico sistema per poter realizzare dei progetti in un tempo ragionevole, che sono necessari anche solo per restare sul mercato.


venerdì 21 marzo 2014

Come sono capitato in Polonia



Mi interesso da molto tempo della Polonia, anche se non saprei dire il perché. Ho studiato un po’ il polacco per curiosità quando ero ancora all’università in Italia. Poi, mentre ero in Germania e lavoravo come programmatore, decisi di studiare la lingua più  fondo, e presi parte ad un corso estivo di lingua polacco a Cracovia. In Germania intanto avevo cominciato ad annoiarmi, e cercavo nuove sfide. Inoltre mi era arrivata voce che nel mio settore la Polonia aveva acquisito un’ottima reputazione.

Quando si desidera emigrare in un altro paese, una delle cose più importanti  di cui bisogna preoccuparsi è la ricerca di un lavoro. Nel 2013 mi capitò un’offerta di lavoro in Polonia che sembrava fatta proprio per me.  Comarch, la più grande ditta informatica in Polonia, cercava un consulente per l’implementazione di sistemi informatici con conoscenze della lingua italiana. Mi convinsi che sarei stato adatto per quel posto. E dopo la spedizione di un curriculum ed un colloquio su Skype infatti venni assunto.

Lavoro in Comarch dal giugno 2013 a Cracovia. Nell’insieme sono soddisfatto del cambiamento. Partecipo a progetti in cui si usano tecnologie moderne, lavorando assieme con professionisti molto preparati tecnicamente. Posso impiegare a fondo le mie capacità, sia tecniche che umane. Ho l’opportunità di fare la differenza.