A volte si ha voglia di ammazzare qualcuno. Nella vita reale questo non è permesso, ma in compenso questo si può fare in un videogioco.
Un videogioco a cui sono affezionato, nonostante tutto, è Tibia. E’ un gioco del genere MMORPG, ovvero Massive Multiplayer Online Role Playing Game. Esiste dal 1997 e rispetto ai giochi di oggi ha un aspetto molto retrò, infatti è a 2D, a due dimensioni. E’ stato creato da Cipsoft, di Regensburg ( Germania ).
Tibia ha conosciuto tempi migliori e sicuramente avrebbe meritato di avere molto più successo. Però anche nella sua nicchia è stato declassato da altri giochi, ad esempio Runescape. Esistono molte ragioni per questo.
Cipsoft non è mai riuscita a risolvere il problema dei botters, ovvero dei giocatori che usano dei programmi che giocano automaticamente. Il sistema di protezione dei giocatori dalle prepotenze di quelli più forti lascia alquanto a desiderare. Ma ancora peggiore è il fatto che non è mai nata una vera community.
La politica di Cipsoft è che tutto nel gioco deve essere in inglese e incoraggia i giocatori a parlare a loro volta sempre in inglese, “così tutti vi capiranno”. Questa è una politica molto diversa ad esempio di un altro colosso dei giochi online tedesco, Traviangames, che ha creato centinaia di “mondi” del gioco di Travian, ma “segregati” per lingua, per cui esistono mondi virtuali dove si parla polacco, italiano, ceco, tedesco, francese, arabo, russo…..
In Tibia esistono pure diversi mondi, ma non sono segregati per lingua e nella pratica si verifica che i giocatori di diverse nazioni formano gruppetti. Anzi, formavano, visto che da tempo i server di Tibia hanno finito per essere completamente dominati da giocatori di determinate nazioni che parlano nella loro lingua e per la natura competitiva del gioco non danno molte possibilità a giocatori di altre nazioni.
I server europei di Tibia sono dominati da giocatori polacchi, quelli nel continente americano dai brasiliani. Se si comincia a giocare a Tibia in Europa i messaggi nel forum dentro il gioco sono quasi esclusivamente in polacco. La Cipsoft ha rinunciato da parecchio a lottare contro questo stato di fatto, il che implica che per giocatori non polacchi il mondo di Tibia è alquanto poco ospitale. C’è infatti chi dice che Tibia è stata rovinata dai brasiliani e dai polacchi.
Mentre in Germania praticamente nessuno conosce Tibia, in Polonia tutti conoscono questo gioco, anche persone che non giocano. In parte perché sembra che quasi tutti gli adolescenti e i giovani ci abbiano giocato almeno una volta, in parte perchè anche i mezzi di comunicazione di massa ne hanno parlato, quando un sedicenne a Wroclaw ha ucciso la mamma perché le aveva spento il computer, appunto mentre giocava a Tibia. La Polonia per il resto ha un alto livello di giocodipendenza.
Sono tornato a giocare a Tibia perché avevo voglia di vedere cosa è cambiato e avevo voglia di distrarmi. E’ ancora dominata da polacchi, ma in parte perché so il polacco, in parte perché i polacchi che ancora giocano sono diventati ormai adulti, non è così inospitale come me la ricordo. Il mondo di Tibia è immenso, il gioco è complesso e non basterebbe una vita a finirlo. Conosco alcuni aspetti del gioco che mi permettono di passarmela abbastanza bene.
Il mio personaggio è un druido di livello 38 (esistono quattri classi: guerrieri, paladini, maghi e druidi). Ben poca cosa, visto che esistono giocatori di livello 800 e passa. Considerando il tempo che posso dedicarci e non avendo amici in gioco che mi aiutano è un risultato che mi basta. E posso ammazzare qualche “mostro” di tanto in tanto.
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